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A mesi dal disastro, la città è ora nelle mani dell'esercito privato di Nigel Cass, che assieme al cartello criminale del Clan Kelley imperversa sulle strade con il placido benestare del governo, al contempo complice e vittima delle oscure macchinazioni del vero autore degli attentati: si fanno chiamare "Zero-Day", e come gli uomini del DedSec sono pronti a tutto per raggiungere il proprio scopo. La natura di questo complotto, così come l'identità dei suoi autori, rappresenta il nodo centrale di una trama dai toni ben più cupi rispetto a quelli del precedente Watch Dogs 2 (recuperate la recensione di Watch Dogs 2), che non teme di tirare in ballo temi scottanti come il traffico di esseri umani, la manipolazione delle informazioni, il populismo mediatico e perfino le prospettive più spaventose del transumanesimo.

Al netto di qualche fluttuazione nella qualità della scrittura, a tratti tanto sboccata da risultare macchiettistica, possiamo confermarvi che la campagna principale di Legion funziona a dovere, e si dimostra capace di mantenere alto l'interesse del giocatore con una lunga serie di svolte narrative intriganti, che aprono le porte a un paio di colpi di scena ben congegnati. Si nota qualche occasionale ridondanza, momenti in cui la sceneggiatura si fa più erratica e disorganica (come nel caso di un particolare "bivio morale", l'unico del gioco, senza reali conseguenze), ma nel complesso abbiamo sicuramente apprezzato la direzione scelta dal team di Ubisoft.

Una considerazione che tiene conto di uno dei principali fattori di rischio per la narrativa di Legion, legato a doppio filo alla filosofia "play as anyone" alla base del progetto. Se la mancanza di un singolo protagonista può effettivamente ridurre il coinvolgimento nelle vicende narrate, il buon lavoro svolto dallo studio sul fronte della caratterizzazione (ludica, estetica e dialogica) dei vari avatar contribuisce ad alleviare l'impatto di questa scelta creativa.

Il sapiente utilizzo di personaggi "fatti a mano" come l'onnipresente Bagley, la loquace IA al servizio del DedSec, aiuta inoltre a controbilanciare - nei limiti del possibile - gli effetti collaterali del concept di Legion, rafforzando l'efficacia di alcuni dei momenti clou del racconto. Se assecondato appieno, cercando di non cedere alla tentazione di creare una squadra di superuomini, l'elemento aleatorio del titolo può anche dare vita a meravigliosi siparietti di narrativa emergente.

Immaginate di affrontare una delicata missione nei panni di uno dei vostri uomini di punta: un ex sicario dei Kelley armato di tutto punto e capace di schierare in campo un drone ragno personalizzato. Nel mezzo di un assalto stealth praticamente impeccabile, vi trovate alle spalle dell'avversario più importante, l'unico in grado di dare l'allarme e chiamare i rinforzi. Ed ecco che, con un tempismo impeccabile, assistete alla manifestazione dell'unico punto debole del soldato Ethan "Venticello" Connors: il tratto "flatulenza" attiva improvvisamente uno sfogo gassoso che, nel giro di un istante, trasforma un'operazione da manuale in un memorabile disastro. Va da sé che non tutti i personaggi reclutabili hanno malus di questo genere, e non è raro imbattersi in specialisti senza particolari difetti, eppure parliamo di note di colore capaci di arricchire l'esperienza con sfumature sorprendenti, a riprova del valore dell'idea alla base del gameplay.

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