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Ps4 "Pro" Ultimo Modello
Completa di joypad originale e tutti i cavi.
ULTIMO MODELLO DELLA PRO CON ALIMENTAZIONE RIDOTTA E DURATA PIU' SICURA NEL TEMPO (non ha la confezione)

Dall'altra parte ci sono gli utenti: quelli che non vedono l'ora di mettere alla prova il nuovo pannello OLED, e quelli che invece vogliono sapere quali migliorie saranno garantite per chi decide di restare fedele alle "vecchie" risoluzioni Full HD. La verità è che oggi - al momento del lancio della nuova console - il supporto da parte delle software house è altalenante, i risultati incostanti, l'approccio non sempre virtuoso.
Della lunga lista di prodotti che si proclamano compatibili con PlayStation 4 PRO sono pochi quelli che hanno sfruttato lo scarto di potenza in maniera davvero eccellente, invece che limitarsi a sbloccare qualche miglioramento "a costo zero". È insomma davvero difficile capire, spulciando la line-up di lancio, che cosa ci riserverà il futuro: dovremo aspettare le prime esclusive ottimizzate per il nuovo hardware, vedere come si muoveranno gli studi first party, e quante risorse vorranno invece investire i publisher multipiattaforma.
D'altro canto, considerando il prezzo di lancio e le specifiche hardware, PlayStation 4 PRO può vantare risultati che hanno in certi casi del miracoloso. Anche se il segnale video in 4K è generato tramite upscaling, lo scarto qualitativo rispetto ad un output nativo è minimo. Quando il gioco è in movimento è praticamente impossibile notare gli artefatti del processo di "allargamento" dell'immagine. La perdita di nitidezza è minima, la pulizia eccezionale, i contorni ben definiti. Si tratta di un traguardo impressionante, e la tecnologia utilizzata nell'upscaling ha tutte le carte in regola per diventare uno standard anche in altri contesti.

Sony ha inoltre progettato la sua macchina in modo che i costi produttivi per i team di sviluppo siano contenuti o addirittura nulli. In questa maniera qualsiasi titolo in arrivo su Ps4 potrà aumentare la risoluzione su PRO e beneficiare, almeno sui pannelli a 1080p, dei miglioramenti derivati da una sorta di supersampling. L'immagine, in pratica, viene ridotta di dimensioni rispetto alla risoluzione nativa, conservando però alcuni dettagli aggiuntivi e vedendo l'aliasing ridotto in maniera consistente. Grazie a questa possibilità PlayStation 4 PRO può perlomeno "salvare la faccia", esibendo una resa migliore per tutti (o quasi) i prodotti in uscita. E tuttavia, sia chiaro, non è certo questo il trattamento standard che gli acquirenti dovrebbero esigere: si tratta anzi del minimo sindacale, e speriamo che le software house vogliano avvicinarsi a PRO con molta più cura e dedizione, prendendo magari esempio da Rise of the Tomb Raider, ad oggi uno dei pochi titoli ottimizzati in maniera seria e competente attorno alle potenzialità dell'hardware.
Prima di addentrarci in una disamina più approfondita della macchina e delle sue caratteristiche, in ogni caso, pensiamo sia doverosa una precisazione. Negli ultimi tempi l'attenzione per un'analisi tecnica che sia soprattutto "quantitativa" è cresciuta a dismisura, ed è facile trovarsi in qualche modo bombardati di dati e confronti. Per "raccontare" le differenze prestazionali di un prodotto che gira sulle due versioni di Ps4, questo approccio sarà generalmente inevitabile. E tuttavia è importante non ridurre la qualità di un videogioco ad una questione di numeri.
Consapevoli che la battaglia delle risoluzioni ha infiammato gli animi dei giocatori all'inizio di questa generazione, ci auguriamo che l'arrivo di Ps4 PRO non inneschi una sorta di "guerra civile": chi deciderà di restare fedele al vecchio modello, lo faccia senza complessi d'inferiorità, sapendo che l'attenzione per i dettagli, lo stile e le atmosfere, bastano molto spesso a delineare il profilo di mondi schiettamente meravigliosi.
Enfant PROdige



PlayStation 4 PRO si presenta con un look molto simile a quello della nuova versione "slim" della console. Assemblata con le stesse plastiche satinate, assomiglia di fatto ad una versione più "massiccia" dell'hardware regolare: una Ps4 "con uno strato in più". Il desing è sicuramente meno elegante rispetto a quello della vecchia edizione, ma mantiene l'angolatura della superficie frontale come tratto distintivo, e in fin dei conti la macchina riesce ad avere un suo carattere ed una discreta presenza, anche grazie al led che corre lungo il solco inferiore.
La scelta di Sony, quella cioè di lavorare ad un design comune per le due console che si troveranno contemporaneamente sul mercato, è vincente e condivisibile: è importante comunicare agli utenti che le macchine fanno parte della stessa famiglia, veicolando -anche grazie all'impatto visivo- l'idea che PlayStation 4 PRO sia tutt'altra cosa rispetto ad un balzo generazionale. Interfaccia e form factor, insomma, non cambiano per precisa scelta dell'azienda, e pure il nuovo DualShock 4 è sostanzialmente identico al precedente: ci sono inavvertibili migliorie costruttive, che purtroppo non sembrano interessare le plastiche degli stick analogici, estremamente sensibili all'usura.
PlayStation 4 PRO, insomma, è diretta ed esplicita riguardo la sua natura: quella cioè di un versione "potenziata" dell'hardware di base. Le specifiche tecniche sono ormai note a tutti, a partire dalla GPU con un maggior numero di unità computazionali (36 CU a 911mhz, capaci di generare fino a 4.2Tflops), per arrivare alla RAM (oltre ad avere una banda passante di 218Gb al secondo, maggiore rispetto alla Ps4 "liscia", la PRO monta un Gigabyte extra di memoria DDR3, destinato ad ospitare applicazioni non ludiche e che in pratica ha liberato 1 Gigabyte di memoria GDDR5, 512 mega per i giochi ed il resto per renderizzare l'interfaccia della console in 4k). Migliorata lievemente anche la CPU, come sempre un 8 core griffato AMD, basato però sulla tecnologia Polaris e spinto fino a 2.1Ghz.
Lo scarto di potenza garantito dal miglioramento delle componenti hardware serve a PlayStation 4 PRO per spingere sul fronte della risoluzione, ed affacciarsi quindi sul mondo del 4K. Questo, almeno, è quello che Sony identifica come il principale punto di forza della sua console. Le specifiche sono in ogni caso troppo basse per poter garantire una risoluzione 4K nativa sui prodotti tecnicamente più spinti, e la maggior parte dei videogiochi compatibili al lancio ed in arrivo nei prossimi anni dovrà "accontentarsi" di una risoluzione upscalata. Le virgolette, in questo caso, sono d'obbligo, perché già allo stato attuale dei fatti i risultati ottenuti dalla tecnica definita checkerboard sono impressionanti. Si tratta, in pratica, di un algoritmo di upscaling che prende un quadrato di 2x2 pixel e lo "allarga" facendolo diventare un quadrato di 4x4 (per questo è definito "a scacchiera"). È una tecnologia moderna, efficace, che genera un segnale video con una pulizia invidiabile. Anche su pannelli ad ampia diagonale la nitidezza è garantita, l'aliasing davvero ridotto, la quantità di dettagli aggiuntivi che si riesce ad apprezzare sulle texture è ottima.